Credo che dormire sia uno degli atti più intimi che compiamo. Quando ero giovane pensavo che dormire fosse solo tempo perso; non avevo capito nulla dell'arte che si cela in esso. Dal profumo delle lenzuola pulite o profumate di una presenza passata, alla giusta posizione del cuscino; dal sentire il giusto peso delle coperte sopra di te allo spazio che ci si concede di occupare. Un'arte intima: quella di lasciarsi andare ai pensieri della giornata o ai sogni della vita, ripensare le cose non dette o dimenticare le parole fuggite. Sciogliere le domande con qualche illuminazione oppure ripetere come un mantra dentro sè stesse di appuntarle da qualche parte nel cervello per affrontarle con la luce. Un'intimità in cui esce ciò che siamo. Davvero. Quando osservi qualcuno ballare capisci come fa all'amore. Quando guardi qualcuno muovere le mani comprendi il suo modo di stare in compagnia. E tante altre piccole storie di questo tipo. Ma quando ti viene concesso il dono di osservare una persona dormire, in pratica vedi chi è spogliato di ogni corazza, dei timori e dei pesi del quotidiano vivere la sua esperienza, nel suo ambiente, tra le sue intemperie o virtù, miserie o virtù. Vedi lo spirito originario. A fare l'amore ci si può controllare; a dormire no. Nessuna redine a tirare la bocca della bestia. E' un'opportunità non condizionata da alcuna scelta: tu dormi e io ti guardo, cosi come sei, nuda, libera, tu. La bellezza non è più fatta di niente se non di te che mi stai davanti agli occhi, mentre non posso evitare di accarezzarti con essi, per non svegliarti, per non smettere l'incanto di quel momento. Tu sei un negozio di cristalli ed io l'elefante che vi cerca spazio e forse anche un po' di tempo. Ma quando ti guardo in quel modo, senza che tu possa chiedermi cosa stia pensando, quando le tua braccia si abbandonano sotto il viso fatto di luna; quando i capelli disegnano una via lungo il collo delicato; quando le tue ciglia sembrano giocare con l'aria che ancora non ci è stata tolta, ecco in quel momento sparisce tutto, come essere sospesi nel nulla e dal nulla chiedere nulla. Il respiro è l'unica musica che si possa sentire mentre il vento arriva da fuori a portare la danza stagionale della pioggia. Chiudere gli occhi avendoti davanti e non sentire alcun bisogno di toccarti perchè tutto è perfetto cosi com'è, cosi come ti viene concesso. Credo sia un'intimità profonda. Più profonda che fare all'amore. Cosi, semplicemente come si dovrebbe poter essere sempre. Il negozio di cristalli crolla tutto intorno senza far rumore, rimangono cocci di vetro frantumato, polvere di trasparenza in cui solo i perfetti del mondo sanno trastullarsi. Ecco, cade la pioggia sul tetto.
