Oggi vorrei semplicemente e con tutto il garbo di cui son capace, mandare calorosamente a fanculo il piccolo principe e la sua rosa. E' tutto sbagliato quello che raccontan o e quello che sembra colarne come oro fino dalle parole di questo brano. Suvvia, da che mondo è mondo, una rosa imprigionata sotto una teca di vetro muore asfissiata come qualsiasi creatura: altro che cura! E le spine il buondio che gliele ha messe a fare? una rosa sa benissimo difendersi da sola. Poi invece arriva il piccolo principe che pensa di doversene prendere cura. E si ricorda della storia della volpe (un giorno dovremo parlare anche di questa stronzata del colore del grano, che sarà pure poetica al cubo ma rimane pur sempre nella realtà cui mi hanno fiondata una gran parata di culo) di come deve prendersi cura un po' alla volta della cosa a cui tiene, tollerarne a volte sopportarne vizi&caprizzi - come diceva il toni - non dimenticarsi un istante di lei cosi fragile, oh povera rosa! Sti cazzi! Io dico che la rosa se la può ben gestire da sola, che non ha alcun bisogno di giardiniere personale o tecle di vetro. Addirittura sto povero piccolo principe coglione manda a quel paese tutte le rose selvatiche che si sono rotte il mazzo per crescersene da sole senza l'aiuto di nessuno e semplicemente si donavano al suo sguardo! le rimprovera pure! Voi non siete come la mia rosa... è il tempo che ho dedicato a lei che la rende cosi speciale!... ma la domanda sorge spontanea: perchè? forse che cosi curata la rosa smetterà di essere tale e non appassirà? forse che rinuncerà alle sue naturali spine per non farti del male mentre ti occupi di lei? forse che questo le impedirà di pensare che tra quelle rose selvatiche sarebbe potuta essere più libera o felice o bella o...?
sono gli idioti che si assumono il rischio di amare. il resto del mondo si lascia amare finchè non gli torna comodo.
le rose si perdono, anche quando sono proprio loro a cercare un piccolo principe. si stancano, non sanno amare e non sanno nemmeno essere amate. cercano soddisfazione della propria vanità e quando la ottengono spariscono, alla ricerca di una soddisfazione più grande. non hanno nemmeno le palle per dire al piccolo coglioncello come stanno le cose. No, aspettano che lui si perda sulla Terra cosi possono pure sentirsi forti di un pretesto, come se il cambiamento fosse avvenuto fuori dalla loro tecla e l'aria che respirassero non fosse la stessa dell'universo di cui comunque faranno sempre parte. perchè per amare bisogna essere pronti ad imparare a farlo, ogni volta dall'inizio. le rose non hanno tempo per questo; pensano che tutta la loro vita davanti non può ridursi a una cosa cosi semplice come il giorno dopo giorno insieme, in salute e in malattia finchè morte non ci separi. Banale. Irreale. Beh si, lo è alla fine, se non ci sai credere. cosi, quando il piccolo coglioncello si distrae un attimo a salvare il pianeta su cui entrambi vivono, fioriscono di vanità e di sicurezza, perchè il loro virgulto crede di sapere bene che la vita è oltre ogni confine, oltre ogni banale sera abbracciati su un divano, oltre ogni partita di macchiavelli o passeggiata coi cani... oltre... ben oltre... sono giovani e devono scoprire.
Finchè non arriva la sera.
e come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno come le rose.
