11 agosto 2010

Entro di getto. Manco da troppo. Non parlo di blog. L'aria è ancora pesante nonostante sia estate. Non si sente, non c'è il tempo per ascoltarla. Sormontata da una folla di pensieri - tanto per cambiare - spezzo la routine con idee che tornano a galla come cadaveri lasciati affogare per troppo tempo. E pur non risultando un'immagine romantica e nemmeno troppo innovativa, rimane il fatto che tornano a galla, respirano, dopo aver visto quanto nei fondali si accumula. Il mondo va ancora alla deriva, tra alluvioni ed incendi, corrotti e corruttori. Tutto ha il suo maledetto prezzo. Una bracciata alla volta, un respiro alla volta, un sospiro ogni volta... ho scoperto la verità innegabile dentro me... tragicamente bella. Viva, piena, assoluta come nessuna verità può essere alla fine. Ancora una volta è la foglia che mi insegna a vivere, la farfalla che mi spinge a volare, la tartaruga che disegna la luce del quotidiano. E' tutto cosi banalmente semplice da far paura. Torna un bagliore nel profondo della mia anima. Non ricorda niente perchè è nuovo, diverso, a sè stante. Però torna. Se c'è qualcosa in tutto questo logorio intellettuale, credo sia un altro primo passo. Senza scarpe, ma con piedi esperti.